Orario scolastico e rispetto professionale: tra norma, prassi e buon senso

La Gilda degli Insegnanti di Caserta raccoglie le segnalazioni di numerosi docenti che lamentano orari scolastici sempre più irragionevoli, con carichi eccessivi di ore giornaliere, ore buca mal distribuite e una generale mancanza di equità.

È fondamentale distinguere tra ciò che è previsto dal contratto, ciò che è prassi consolidata e ciò che viene giustificato come buon senso. Il buon senso non può sostituire la norma, né giustificare abusi o discriminazioni.

Il riferimento principale è l’art. 43 del CCNL 2019-2021, che stabilisce chiaramente:
– L’orario di insegnamento deve essere distribuito su almeno cinque giorni settimanali;
Di norma, non deve eccedere le quattro ore giornaliere;
– Deve essere deliberato dal Collegio dei Docenti, non imposto unilateralmente dal Dirigente Scolastico.

Il Collegio dei Docenti, ai sensi dell’art. 7 del D.lgs. 297/94, ha il diritto di formulare proposte sull’orario delle lezioni e valutare l’efficacia dell’azione didattica. Ignorare tali competenze significa violare il principio di partecipazione collegiale e ledere la professionalità dei docenti.

Particolare attenzione va posta alle cosiddette ‘ore buca’. Quando il docente è a disposizione della scuola, queste ore devono essere considerate tempo di lavoro. Lo stabilisce l’art. 2107 del Codice Civile, la Direttiva 1993/104/CE recepita dal D.lgs. 66/2003, e la sentenza della Corte di Cassazione n. 17511 del 27/07/2010. Pertanto, in presenza di ore buca non funzionali e non distribuite equamente, il docente ha diritto a richiederne la retribuzione.

La Gilda degli Insegnanti di Caserta invita tutti i colleghi a segnalare situazioni di disagio, partecipare alle assemblee sindacali e pretendere il rispetto del contratto. La scuola si costruisce con il rispetto delle regole, non con imposizioni arbitrarie mascherate da buon senso.